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TAPPETI ERBOSI NEL CONTESTO URBANO

Il tappeto erboso è un bosco in miniatura. Diversa è la taglia delle piante ma identica è la quantità di luce assorbita, O2 svolto, CO2 catturata, biomassa prodotta.

Il tappeto erboso è più pratico in quanto ha uno spessore di alcuni centimetri mentre un bosco ha un’altezza di alcuni metri e vive ovunque si desideri collocarlo, ha solo bisogno di luce, acqua e nutrimento.

Molti studi dimostrano i benefici fisici e psicologici generati dalla presenza di tappeti erbosi, è per questo motivo che l’uomo, sin dall’antichità, ha cercato di realizzare prati in prossimità delle proprie abitazioni.

Tecology - Manti Erbosi

Oggi, grazie allo sviluppo di nuove tecnologie, siamo in grado di avere i tappeti erbosi sui nostri tetti, sulle superfici esterne degli edifici, all’interno degli spazi abitativi.

La cultura del manto erboso ha origini antichissime, ma soltanto negli ultimi decenni il settore ha avuto una forte espansione soprattutto nei paesi più ricchi. Importati nel Nord America nel XIX secolo come imitazione di una moda europea, i tappeti erbosi hanno visto accrescere enormemente la loro importanza parallelamente alla espansione delle città fino a radicarsi profondamente nella cultura statunitense. Attualmente gli USA sono il paese “leader” del settore con il più alto numero di addetti, di ricercatori, di associazioni di settore e con una superficie complessiva a tappeti erbosi prossima ai 19.000.000 di ettari.

In Italia fino ad un recente passato, la modesta qualità di tappeti erbosi era imputabile al ridotto bagaglio di conoscenze degli addetti al settore. A partire dalla metà degli anni ‘90 la cultura dei tappeti erbosi si è gradualmente diffusa nel nostro paese, promossa anche da una specifica attività di ricerca universitaria completamente assente in precedenza.

L’attuale rilevanza raggiunta dai tappeti erbosi non è dovuta soltanto alla necessità di ricreare ambienti gradevoli, ma anche ai riconosciuti effetti positivi di protezione ambientale che essi apportano soprattutto nelle aree intensamente urbanizzate. Tipologie diverse di coperture erbose si sono nel tempo differenziate, con l’attribuzione di ruoli sempre più specifici che hanno comportato un affinamento delle tecniche di coltivazione, della scelta del materiale vegetale e delle tecniche manutentive.



I BENEFICI DEL TAPPETO ERBOSO:

  • Elevata capacità di assorbimento CO2: in un anno, un prato di 300 m2 fissa una quantità di CO2 pari a quella prodotta da un’auto di media dimensione che percorre 20.000 km, e la stessa superficie produce la quantità di ossigeno necessaria alla respirazione di due adulti.
  • Stabilizzazione delle polveri: i tappeti erbosi contribuiscono a migliorare la qualità dell'aria dell’ambiente urbano essendo capaci di intrappolare le polveri, i fumi ed i particolati di varia natura che su di essi si depositano.
  • Filtraggio e depurazione: nelle aree urbane le acque meteoriche ed i sedimenti che defluiscono dalle superfici impermeabili possono essere contaminati da inquinanti quali metalli pesanti (Pb, Cd, Cu, Zn) ed idrocarburi (lubrificanti, carburanti, solventi). La biomassa di foglie e steli di un tappeto erboso, a seconda della specie, della stagione e dal regime colturale svolge una efficiente azione filtrante nei confronti di tali inquinanti. Inoltre, la sostanza organica del feltro e dei residui radicali ospita un’abbondante popolazione microbica: il tappeto erboso rappresenta pertanto un sistema biologicamente attivo che unisce un’azione filtrante ed una azione depurante la cui sinergia può contribuire alla degradazione delle sostanze inquinanti.
  • Ostacolo alla diffusione del fuoco: il tappeto erboso costituisce un elemento di discontinuità per la propagazione degli incendi; inoltre, se correttamente mantenuto, avendo un contenuto idrico di circa 80% risulta non infiammabile.
  • Dissipazione del calore e regolazione della temperatura: i tappeti erbosi, diversamente dalle superfici non evaporanti, assorbono calore con l'evapotraspirazione (2.43 kJ g-1 di acqua traspirata), così raffreddano la superficie e, conseguentemente, l'aria circostante. L’effetto climatizzante dei tappeti erbosi e della vegetazione in generale può consentire un notevole risparmio energetico per il condizionamento degli edifici.
  • Abbattimento dei rumori e riduzione del riverbero: alcuni studi hanno dimostrato che la superficie del tappeto erboso assorbe i suoni in modo significativamente superiore rispetto a superfici rigide, producendo pertanto un efficace abbattimento dei rumori. Anche la riflessione multidirezionale della luce (riverbero), è significativamente ridotta dalla presenza di superfici a prato.
  • Diminuzione di allergeni: nei tappeti erbosi di qualità è minima la presenza di infestanti, pertanto anche il rischio di produzione di pollini allergenici è pressoché nulla. Inoltre, gli stessi tappeti erbosi, se tagliati regolarmente, non sviluppano infiorescenze.
  • Valorizzazione degli edifici: un aspetto di importanza non trascurabile è legato al notevole apprezzamento per le abitazioni contornate da un tappeto erboso di qualità che si traduce in un incremento del valore di compravendita degli immobili pari a circa al 15%.
  • Aspetto psicologico: diversi studi dimostrano che la presenza di vegetazione, in particolar modo negli spazi urbani, comporta negli individui benefici psicologici, estetici e terapeutici quali: sensazioni piacevoli, rilassamento, miglioramento dello spirito, diminuzione dello stress.


TIPOLOGIE DI TAPPETI ERBOSI

Le specie che possono essere impiegate per la realizzazione di tappeti erbosi sono raggruppati in microterme e macroterme, tra queste solo una quindicina sono diffusamente impiegate.

LE SPECIE MICROTERME

Le microterme sono rappresentate dalle specie di Graminaceae da tappeto erboso nelle quali le fasi di maggiore crescita attiva si verificano durante il periodo primaverile e autunnale. In linea di massima presentano un “range” di temperature ottimali per la crescita comprese fra 15 e 25°C. Rispetto alle specie macroterme sono caratterizzate da un apparato radicale più sviluppato, una maggiore resistenza al freddo, ma al tempo stesso una minor tolleranza al caldo, siccità e salinità. Possono essere coltivate come specie singola o in miscuglio. Le specie più diffuse in italia sono Festuca arundinacea, Lolium perenne, Poa pratensis e Festuca rubra.

LE SPECIE MACROTERME

Le macroterme sono specie adatte a climi caldi o temperati. La temperatura ottimale di crescita è compresa tra 25 e 35 °C. Queste specie rallentano la crescita con temperature inferiori a 20 °C fino ad arrestarsi a circa 10 °C. Quando la temperatura scende al di sotto di 0 °C perdono la colorazione verde e vanno in riposo vegetativo. Le specie macroterme più diffuse sono: Cynodon dactlylon, Paspalum vaginatum, Stenotaphrum secundatum e le Zoysie. Sono caratterizzate da notevole crescita laterale per mezzo di stoloni e rizomi, apparato radicale molto esteso, elevata capacità di recupero in seguito a stress, eccezionale resistenza ad elevate temperature, siccità e salinità.